Il progetto   2 comments

Mettiti nei suoi panni
…lo ospiti così come vorresti che gli altri ospitassero te.
…ma probabilmente qui in Italia sono tutti sicuri che non avranno mai bisogno di bussare ad una porta per chiedere cibo, acqua e un letto…
da”Quasi Sveglio” di Juri di Molfetta

 

già… chissà cosa si prova a stare dall’altra parte…
difficile da immaginare, bisognerebbe provare!
Così è nato questo progetto. Dal desiderio di mettersi dall’altra parte.
Ma non solo.
Anche dal desiderio di parlarne, di confrontarsi, suscitare una riflessione intorno ai temi  dell’ ”altro”,
della solidarietà invece della beneficenza,
dell’essenzialità nell’accezione di “indispensabile”, “semplice”, o “veramente importante” …
dalla voglia di rischiare, di mettersi in gioco
dalla curiosità
dal pizzico di follia che c’è in tutti noi, per fortuna… 😉

 

Ed ecco l’idea:
Una decina di giorni trascorsi girovagando senza soldi, chiedendo ospitalità e cibo dove capita.
Ma siccome crediamo che la beneficenza ponga chi la riceve più in basso di chi la fa, mentre la solidarietà mette sullo stesso piano, e ancor più che lo scambio sia veramente la cosa più paritaria, abbiamo pensato di offrire qualcosa in cambio.
Che cosa offriamo?
Un po’ della nostra arte, e la storia di quest’esperienza, che speriamo di scrivere insieme a chi vorrà accoglierci, a chi incontreremo per strada, a chi sarà abbastanza aperto da voler condividere con noi questa riflessione.

Quando?

Prestissimo! Siamo ormai prossimi alla partenza, il 18 o 19 agosto, e saremo in giro fino al 28 o 29.

Se qualcuno è interessato, si faccia avanti!

 Vuoi venirci a trovare durante la settimana? Per passare una giornata con noi, per vedere se siamo ancora vivi o per curiosità scientifica?
Contattaci scrivendo una mail a attioscenechiocciolagmail.com oppure, nel periodo dal 19 al 28 agosto, anche mandando un sms ai n. 3930978860 o al 3402217794
Oppure leggi gli aggiornamenti sul blog, che diventeranno “il più possibile quotidiani” durante il vagabondaggio

pubblicato giugno 12, 2012 da attioscene

2 risposte a “Il progetto

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  1. Da poco mi sono avvicinata a questo folle e bellissimo mondo del teatro di strada e non sempre è stato facile coinvolgere la gente………..sopratutto in un paesino abbastanza chiuso e reticente alle novità . Ma quando alla fine qualcuno si fermava , anche solo due o tre persone bhe………..credetemi l’interesse e la partecipazione di quei pochi sono valse mille volte di più di un guadagno in termini economici , è un’esperienza che ti arricchisce dentro e ti fa capire cosa sia realmente il rapporto col pubblico senza barriere architettoniche varie . Durante l’ultima perfomance ricordo una signora sulla sedia a rotelle che dopo una frase mia riguardo al vivere d’arte mi ha detto : è vero bisogna vivere di questo………..ovviamente al giorno d’oggi è quasi impensabile ma questa frase detta così spontaneamente guardandomi negli occhi mi ha resa davvero felice , mi ha fatto capire che forse persone che ancora credono nell’arte ci sono , è stata la miglior ricompensa della giornata , come quando durante un’altra esibizione due signore di una certa eta si sono fermate perché , come poi mi hanno detto , il bambino le ha esortate a farlo e alla fine mi hanno ringraziato per lo spettacolo dicendomi loro stesse se potevano lasciarmi qualche cosa . Alla fine sei stremato è vero ma , almeno io , torno a casa arricchita non solo artisticamente ma sopratutto umanamente , “conoscendo” persone che prima non avevo mai visto e a volte anche con storie nuove nate sul momento .
    Parlando di coloro che si fermano : allora , per quanto riguarda il mio caso , portando un pezzo molto più verbale che fisico gli uditori erano di una certa età ( dai 60 in poi ) portando un pezzo basato più sul fisico che sulla parole l’età variava molto di più e si andava dai 15 anni in poi . I bimbi sono attratti molto di più dal movimento sopratutto se associato ad oggetto scenico ma spesso i genitori hanno fretta e li portano via contro la loro volontà .
    Parlando economicamente il guadagno non è assicurato , e quando c’è non è molto ma penso che se uno sceglie di buttarsi in quest’avventura non lo faccia per denaro .
    Ovviamente vi sono cose che funzionano e altre no , e buona parte del lavoro è improvvisato . In strada per quanto una cosa sia montata quasi certamente verrà cambiata di volta in volta senza previsione per ciò che potrà essere . Questa è la mia esperienza in strada , aggiornerò di volta in volta . Di seguito alcune note tecniche di quello che per strada , almeno nel mio caso , ha funzionato o meno .

    Maschera e movimento attirano più gente rispetto alla sola parola detta in modo statico

    Più chiedi alla gente se ha voglia di sentirti meno si ferma . Funziona maggiormente se inizi
    a “danzare senza preoccuparti di attirare attenzione , dopo un po’ la gente si ferma da sé

    Se si inizia dicendo“ questa è la storia di…” la gente è poco incline a sentire il resto e tende ad andarsene

    Più il testo è caricato più la gente è attirata e si ferma

    Il movimento attira maggiormente del canto

    Può risultare utile anche “ abbassarsi “ a chiedere tu stesso un’offerta libera al pubblico.

    Per attirare gente è molto utile l’so di un oggetto molto scenografico

  2. Grazie Fra, sicuramente qualsiasi esperienza condivisa di lavoro in strada ci fa piacere e puo’ aiutarci nel percorso di strada che andiamo ad intraprendere.
    Pur se credo non sia possibile lasciare da parte un’interazione diretta con il pubblico in strada, probabilmente e’ giusto prima cercare di guadagnare un po’ di fiducia… far vedere qualcosa del motivo per cui qualcuno dovrebbe ascoltarci. Credo in qualche modo sia un approccio di umilta’ che condivido.

    A presto.

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