Archivio per la categoria ‘Mettiti nei suoi panni – edizione 2015

Incontri per strada   Leave a comment

Scendere per strada è mettersi davanti ad uno specchio

distorto

Ove vedere quello che esiste

fuori e dentro

E questo l’ultimo incontro della notte di Natale, verso l’1:00.

Qui il freddo era diventato distraente, per ora abbiamo un’autonomia di due ore e mezza…

 

 

DI COSA SO ?   Leave a comment

Sale sole sudore sabbia.

Stanchezza appiccicosa sul treno che da Milano
mi porta verso casa.

L’odore di autogrill si mischia a quello dei taralli sbriciolati nel mio zaino.

Se chiudo gli occhi

il vociare dei gabbiani e la risacca
si mescolano ai mille volti a cui abbiamo chiesto un passaggio;

all’odore dei nostri corpi salati essiccati al sole;

al peso degli zaini su di noi, schiacciati tra i sedili.

La sabbia della clessidra
scandisce
la malinconia dolce della ultime ore di vacanza,
mentre l’anima
rimasta indietro
osserva il treno che scorre tra le risaie.

Paola

IMPARARE   Leave a comment

I bambini sanno come chiedere,

i bambini sanno come giocare,
i bambini sanno come stupirsi.
Sono contento di aver viaggiato con due bambine.
A.Sh.

ROBE DA CANTASTORIE   Leave a comment

24 agosto
Mondello, la spiaggia di Palermo.
Siamo arrivati abbastanza presto, tra bagno cena e varie dissertazioni, siamo sul lungomare alle 23:00.
Cominciamo a piazzare i cartelli e come Andrea tira fuori la casa si avvicina un tipo sui 30 anni, bello tirato. Prima passando ho visto che si occupa di araldica, trova lo stemma della famiglia dei passanti e ne ricostruisce le origini nobiliari: ” ma…voi usate la cassa? … perché io parlo, magari con l’amplificazione non mi sentono, forse potreste andare in piazza, così avreste anche più spazio…”
” ma, guarda… magari proviamo, la teniamo piuttosto bassa e se ti da fastidio, ci spostiamo”.

Ripete la stessa frase di prima, aggiungendo: ” io mi devo guadagnare il pane… siamo qui da trent’anni… magari se non aveste avuto la cassa… insomma ve lo sto dicendo con modi gentili , andate là che è meglio per tutti. ”
Miiinchia!… non avevamo colto la gentilezza dell’avvertimento mafioso. Ok … ci spostiamo.
Giusto in tempo per la rissa. C’è gente che grida in piazza, arrivano polizia e carabinieri, un ragazzo che ci vede passare spiega la cosa ai turisti: ” Tutto a posto… è lo sport locale.
Okkei…

Il posto che troviamo è molto aperto, praticamente non si ferma nessuno, a parte tre bimbe di cui una ‘capetta’ incostante e prepotente che cerca di comandarci senza grande successo.

Nota positiva della serata, un bimbetto di 5 anni che sfreccia su una gina a cui ha appena tolto le rotelle, cosa di cui va immensamente fiero.
Lui ascolta, nonostante il martellamento quasi ossessivo della bimba nel cercare di distrarlo, la storia dell’ “armadio casa”di Piumini.
E mi guarda con due occhietti scuri, vivi, seri e intelligenti, interessati.
Leggo per lui. Anzi, leggo per me che leggo per lui.
E ce la raccontiamo.
Anzi, ce la cantiamo.
Da cantastorie.
Paola

DOVE SONO STATO   Leave a comment

Vorrei comunicare l’esperienza del viaggio perché credo nella ricchezza dei diversi sguardi all’esistente, nei molti volti nascosti della vita e della felicità.

Cerco di suggerire contesto e forma, al viaggio, perché spero sia utile per capire le altre riflessioni, per capire “come” sono stato attraverso “dove” sono stato.

Da Torre Faro tutto comincia, arrivo in ritardo per una granita, non per Marzia e Paola, che hanno attraversato l’Italia in autostop.
Il tramonto rende la silhouette di Stromboli una fantasia di bambini.
Siamo compagni di viaggio, dormiamo assieme due notti sulla spiaggia che della Sicilia è punta estrema orientale, verso cui pochi si avventurano la notte.
Poi, il caso, in forma di volti conosciuti per pochi km, ci porta a Rometta. Ci esibiamo per i pochi e per Padre Pio, dormiamo su un morbido letto di sabbia. L’alba nascente sul mare, ha per me I colori di una nuova vita. Cerchiamo bambini e adolescenti a cui leggere l’Inferno di Dante e per cui danzare sotto il sole di Sicilia (siamo matti?).
Partiamo verso l’ignoto, ci separiamo, ci rincontriamo. A Falcone l’orizzonte al tramonto ha le architetture luminose del Santuario di Tindari, la sua piazza “centrale” così come la sua spiaggia “centrale”, ci salutano con curiosita, applausi e buon riposo, in cui ho bisogno di solitudine per ascoltare il ritmo del mare.
Il giorno dopo, l’autostrada ci fa correre veloci verso Cefalù. Al solito, arriviamo al tramonto in un romanzo di luce naturale e opera d’uomo.
La bellezza del posto e del saluto a Marzia ci chiedono due giorni, e lasciano posto ad un cambio brutale con la metropoli palermitana. Mondello (Palermo) ci permette di conquistare riposo, non senza esigere un tributo di realtà e miseria. Alla giornata più difficile, segue il luogo più bello in cui la tenda abbia giaciuto: uno scoglio sospeso sul mare di Capo Gallo.
Dobbiamo lasciare l’asfittica atmosfera del capoluogo, per poter camminare 10 km sulla spiaggia tra Balestrate e Alcamo. il mare trasmette atavica energia, si agita come può un mare aperto. Respiriamo assieme. Vorrei condividere questo momento con tutte le persone che amo e che potrei amare, nutrirmi con loro di questa bellezza senza necessità.
Poi, alla fine, nella notte, conquistiamo, con l’aiuto del braccio di Paola, urtato da una automobilista cortese, un luogo accogliente dove leggere, dove recitare, dove dormire, in compagnia degli sguardi e della bellezza di Castellammare… del suo Castello, del suo mare…
Ora non resta che il futuro: San Vito? Trapani? E poi, ripercorrerò le tappe di un lungo viaggio, sorridendo e piangendo per le sue innumerevoli ricchezze.
A.Sh.

AGLI ADOLESCENTI PIACE DANTE   Leave a comment

Agli adolescenti piace Dante. Chi l’avrebbe immaginato?
L’empatia nasce da uno sguardo complice, dal riconoscimento di una frase. “Mi ha interrogato su questo canto, ho preso otto.”
“Io non ho ancora cominciato a leggerlo, per ora ci hanno spiegato solo la trama.”
Rometta Marina è zona di residence, non c’è piazza né lungomare. Solo una specie di giardino pubblico con la statua di padre Pio.
Abbiamo cominciato le letture per noi e per una coppia con bambino, che quando li cercavi con lo sguardo, si votavano imbarazzati dall’ altra parte.
Invece, pian piano, grazie alla nostra cassa portatile che quest’anno funziona, qualcuno ci ha sentito dal balcone e incuriosito, e’ sceso. La serata è andata bene (13,80 euro) e per il giorno dopo ci hanno consigliato un Lido per la mattina seguente alle 11,00 “che ci sono tanti bambini”.
Proviamo!…
…ed eccoci qua, a leggere Dante a questi ragazzi, alcuni sinceramente interessati e consapevoli, altri (soprattutto ragazze), chiaramente non lo conoscono, Dante, cosi tentiamo una traduzione lì per lì.

Abbiamo diviso l’ombra con i ragazzi del muretto.
Abbiamo danzato per loro nella sabbia calda,
abbiamo riso insieme,
rispettando le differenze, ma trovando apertura e scambio sinceri.
Quando gli occhi s’incontrano, nasce l’interazione, che è nutrimento per l’arte
e per l’anima.

Paola

Il potere del caffè   Leave a comment

Sabato 22 agosto.
L’autostop in tre è problematico, ma noi siamo pieni di risorse. Soprattutto io e Marzia, che siamo arrivate in Calabria da Asti con due passaggi: il primo fino a Modena, il secondo Rossano Calabro.
Due giorni di siesta in campeggio e poi via fino a Messina per il rendez vous, con Andrea. Costo del viaggio Asti – Messina, due euro e 50 ( il traghetto ).
Abbiamo seguito la costa ionica della Calabria, scoprendo che lì la gente è veramente ospitale e soprattutto, a differenza della vicina Puglia, delle cui avventure autostoppistiche si può leggere sui post del 2014, non trova così assurda l’idea dell’autostop.
Adesso però abbiamo con noi questo tipo barbuto dall’aria non troppo raccomandabile, così dopo qualche esperimento, adottiamo la strategia per cui io metto il dito, e la persona comincia a capire. Marzia a seguire dice con aria innocente: “Anche solo uno!…” e quando l’auto si ferma, carichiamo almeno Andrea, che stava camminando davanti, e poi noi lo raggiungiamo.
Non c’è imbroglio, perché eravamo tutti visibili, noi e i nostri zaini: solo tattica psicoautostoppistica. Qualche, volta però, capita che ci carichino tutti e tre, come per Cefalù.
Eravamo a Falcone, e siamo entrati in autostrada grazie a un passaggio di 3 ragazzi giovanissimi. Lui al volante, 20 anni, con ragazza di 16 e un’altra ancora più giovane.
Ci ha fatto salire tutti e tre, e ci ha lasciati vicino a un varco nella rete dell’autostrada, che Andrea aveva scoperto la sera prima durante il suo esperimento autostoppistico in solitaria. All’autogrill Andrea si è fatto la barba e abbiamo giocato a “Mi caricheresti?” E così siamo finiti su una spiaggia libera fuori da Cefalù, raggiungibile con una camminata sotto il sole. Spiaggia stupenda.
Lì mi è cominciato il mal di testa. Pensavo fosse la fame. In effetti dopo pranzo mi è passato, ma poi è tornato a martellarmi la fronte senza pietà. il pomeriggio passa, e la sera durante lo spettacolo in qualche modo trovo l’energia. Appena finito, ricomincia.
Dormo. Mi passerà… Invece no.
La mattina sono ancora in trance. Dopo il bagno avevamo pensato di andare alla Rocca, ma è meglio che riposi … Marzia mi chiede qualcosa tipo: “Vorresti non dover fare spettacolo o questa vita per i prossimi giorni? Vorrei dormire, solo dormire, ma devo fare colazione, dobbiamo ricaricare i cellulari e per andare in bagno ci vuole un bar. Cammino con gli occhi chiusi per i vicoletti di Cefalù e penso: “Come faccio se non mi passa?” Mi sento strana, debolissima. È come se mi muovessi in una sostanza collosa, sempre col trapano in testa, che accelera implacabile quando apro gli occhi per vedere dove vado.
Non ho energia per arrabbiarmi. Mi metto in modalità “risparmio energetico”: parlo poco, mi muovo lentamente. Arriviamo al bar. Marzia mi sta dicendo da ieri sera di prendere un caffè. In effetti ne ho voglia. Le nostre finanze ci consentono colazione con granita. Scelgo un gelato al pistacchio buonissimo e poi, nel bar dove portiamo a ricaricare i dispositivi, il caffè. Dopo qualche minuto inizio a sentire le braccia più leggere, io mi sento più leggera. Vado in bagno, mi lavo i denti, torno al tavolo e di colpo mi rendo conto che il mal di testa è sparito!
Non ci credo. Eppure non c’è più. Posso di nuovo parlare, tenere gli occhi aperti, scherzare… posso farcela, sono di nuovo in pista.
Il potere di un caffè!
Ripenso alle parole di Marzia e mi viene in mente una frase che ripetevano spesso al corso di sub: “Quandosorge un problema sott’acqua, la soluzione va trovata sotto.”
Credo sia vero non solo sott’acqua.
Paola