Archivio per la categoria ‘Mettiti nei suoi panni – edizione 2014

Azzurro mare cielo   Leave a comment

Quest’anno faccio fatica a scrivere.
Non trovo le parole, mi sembrano tutte banali. Tutto telefonato.
Azzurro mare cielo occhi che sorridono
incontri stupore meraviglia sapore di sale accoglienza.
Senso di libertà, di possibilità.
Buona strada! 🙂

Paola

di rigeneranti affinità e intenti   1 comment

Io credo, che ciascuno abbia la necessità, poco o tanto nascosta dentro di se, di condividere qualcosa di intimo. È una cosa tanto personale che spesso servono intime frequentazioni di mesi o anni, ed a volte io tempo non è più un alleato, perchè senza desiderio e fortuna, la consuetudine e la norma,  in forma di maschere personali, permettono un’equilibrio spesso non soddisfacente, spesso tranquillizante, qualcosa di generico che non dia troppe scosse, troppe conseguenze.
Incontrarsi invece mentre siamo per strada è un’enorme possibilità: poter condividere “come non ci fosse un domani” :-)… senza conseguenze, senza opportunismi.
Vorrei trovare spiegazioni: perché è cosi facile trovare rigeneranti affinità e intenti nei nostri incontri.

Andrea

Appunti viaggio – si continua –   1 comment

Fare autostop in Puglia è cosa da alieni.
A meno che non incontri qualcuno che “l’ha fatto da giovane”, pochissimi si fermano, e ti guardano come se fossi sceso da Marte.

Qualcuno fa dei gesti, che vanno da “mi dispiace, siamo pieni”, a “fatevela a piedi”, magari con una risata di scherno. Molto frequente anche “giro appena li avanti”. Sembra esserci sempre un bivio invisibile poco più in là, forse si materialzza appena ci fermiamo…

… e poi eccolo: l’abitante del luogo, quello che l’autostop l’ha fatto da giovane, e cerca di convincere il figlio che è un bel modo di viaggiare, ma il figlio, sui vent’anni, ha paura, forse si vergogna.

Perché, diciamolo, chiedere è un po’ da sfigati. E gli sfigati fanno paura.

Noi comunque siamo fortunati. Arriviamo a destinazione.

Ieri siamo partiti a piedi da San Cataldo, attraverso il parco naturale delle Cesine, dopo il piacevole pranzo e la chiaccheratona con Elisa e Daniela di Asti.

Le Cesine sono un’oasi del WWF.
Bellissima, però ad un certo punto è diventato buio. Fare autostop sulla strada? Nessuno si ferma, facciamo paura.
Al limitare dl parco c’è una villa illuminata. Proviamo a suonare.

“CHI È?”
“Vorremmo delle informazioni…”
“TIENI IL CANE!”
Oddio il cane… – mi nascondo dietro Andrea – se mangia prima lui, magari mi lascia stare.

Insomma chiediamo informazioni. Subito sembra che vogliano solo che ce ne andiamo. Esce una donna, poi anche un uomo, sono di Torino anche loro.
Non spiego cosa stiamo facendo, non paiono interessati, ma al momento giusto (dopo aver sentito che ci sono sette chilometri fino a San Foca, dove siamo diretti, e proprio non ce la posso fare a farli adesso con questo zaino, dopo averne gia fatti più o meno altrettanti), dico: “mah… noi avremmo una tendina…”

Ci rispondono che possiamo metterla lì, fuori dalla loro villa.
Ci chiedono se abbiamo bisogno d’acqua, sono diventati gentili. Ci hanno guardati negli occhi, hanno avuto meno paura.

Beh, consideriamo, è comprensibile. Arrivano due tipi di notte, in un posto così isolato, e più che normale. Sono stati gentili.
Poi rifletto.
Ma è davvero normale che tra esseri umani ci sia tutta questa diffidenza, che tutti abbiano paura di tutti? Io stessa non mi sono fidata a suonare il campanello da sola, lasciando Andrea a fare autostop sulla strada. Non sapevo chi avrebbe potuto aprirmi.
La mattina dopo ci ha portato il caffè, abbiamo parlato.

Io credo sia importante quello che facciamo. Spezzare il circolo della paura, cercare umanità, trasmettere umanità.

Da piccola sognavo spesso che c’era un gigante di cui tutti avevano paura. Io andavo a parlargli e scoprivo che in realtà non era cattivo e diventavamo amici. Poi andavamo insieme in paese, mi portava a spalle e vissero tutti felici e contenti.
Non riesco a smettere di credere alle favole.

Paola

appunti di viaggio   Leave a comment

Quella di “mettiti nei suoi panni” è un’esperienza di conoscenza emotiva, con il cuore: conosco qualcosa perché la vivo, l’ho vissuta, non perché l’ho pensata. In un certo senso questo non porta più conoscenza, ma conoscenza diversa, più personale, più intima.
Ad esempio, avrei potuto pensare anche prima che esistessero preti sorridenti, solidali, con un passato da autostoppista, ma incontrarlo fuori dallo stadio di Lecce, quando cala la notte sulla periferia e le vie diventano sempre meno percorribili, e riceverne passaggio fino a S. Cataldo, rende questa figura un essere umano reale, “vero” anche al cuore. Da corpo ad un pensiero, rende il concetto tangibile, “toccabile”. La differenza è quella tra sentir descrivere un pasticciotto ed assaggiarlo. Mangiato è molto più buono che pensato :-).
Andrea

Ora di andare :-)   Leave a comment

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa Via prosegue senza fine, lungi dall’uscio dal quale parte.

Adesso la Via è fuggita avanti.

Devo inseguirla ad ogni costo, rincorrendola con piedi alati

fino all’incrocio con una più larga, dove si uniscono piste e sentieri.

E poi dove andrò?

Nessuno lo sa.

(Bilbo Baggins, “Il Signore degli Anelli)

E’ tempo di ripartire! 🙂

Quest’anno “Mettiti nei suoi panni” comincerà il 17 agosto in Puglia.

Poi chissà…