DOVE SONO STATO   Leave a comment

Vorrei comunicare l’esperienza del viaggio perché credo nella ricchezza dei diversi sguardi all’esistente, nei molti volti nascosti della vita e della felicità.

Cerco di suggerire contesto e forma, al viaggio, perché spero sia utile per capire le altre riflessioni, per capire “come” sono stato attraverso “dove” sono stato.

Da Torre Faro tutto comincia, arrivo in ritardo per una granita, non per Marzia e Paola, che hanno attraversato l’Italia in autostop.
Il tramonto rende la silhouette di Stromboli una fantasia di bambini.
Siamo compagni di viaggio, dormiamo assieme due notti sulla spiaggia che della Sicilia è punta estrema orientale, verso cui pochi si avventurano la notte.
Poi, il caso, in forma di volti conosciuti per pochi km, ci porta a Rometta. Ci esibiamo per i pochi e per Padre Pio, dormiamo su un morbido letto di sabbia. L’alba nascente sul mare, ha per me I colori di una nuova vita. Cerchiamo bambini e adolescenti a cui leggere l’Inferno di Dante e per cui danzare sotto il sole di Sicilia (siamo matti?).
Partiamo verso l’ignoto, ci separiamo, ci rincontriamo. A Falcone l’orizzonte al tramonto ha le architetture luminose del Santuario di Tindari, la sua piazza “centrale” così come la sua spiaggia “centrale”, ci salutano con curiosita, applausi e buon riposo, in cui ho bisogno di solitudine per ascoltare il ritmo del mare.
Il giorno dopo, l’autostrada ci fa correre veloci verso Cefalù. Al solito, arriviamo al tramonto in un romanzo di luce naturale e opera d’uomo.
La bellezza del posto e del saluto a Marzia ci chiedono due giorni, e lasciano posto ad un cambio brutale con la metropoli palermitana. Mondello (Palermo) ci permette di conquistare riposo, non senza esigere un tributo di realtà e miseria. Alla giornata più difficile, segue il luogo più bello in cui la tenda abbia giaciuto: uno scoglio sospeso sul mare di Capo Gallo.
Dobbiamo lasciare l’asfittica atmosfera del capoluogo, per poter camminare 10 km sulla spiaggia tra Balestrate e Alcamo. il mare trasmette atavica energia, si agita come può un mare aperto. Respiriamo assieme. Vorrei condividere questo momento con tutte le persone che amo e che potrei amare, nutrirmi con loro di questa bellezza senza necessità.
Poi, alla fine, nella notte, conquistiamo, con l’aiuto del braccio di Paola, urtato da una automobilista cortese, un luogo accogliente dove leggere, dove recitare, dove dormire, in compagnia degli sguardi e della bellezza di Castellammare… del suo Castello, del suo mare…
Ora non resta che il futuro: San Vito? Trapani? E poi, ripercorrerò le tappe di un lungo viaggio, sorridendo e piangendo per le sue innumerevoli ricchezze.
A.Sh.

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