appunti di viaggio   Leave a comment

Quella di “mettiti nei suoi panni” è un’esperienza di conoscenza emotiva, con il cuore: conosco qualcosa perché la vivo, l’ho vissuta, non perché l’ho pensata. In un certo senso questo non porta più conoscenza, ma conoscenza diversa, più personale, più intima.
Ad esempio, avrei potuto pensare anche prima che esistessero preti sorridenti, solidali, con un passato da autostoppista, ma incontrarlo fuori dallo stadio di Lecce, quando cala la notte sulla periferia e le vie diventano sempre meno percorribili, e riceverne passaggio fino a S. Cataldo, rende questa figura un essere umano reale, “vero” anche al cuore. Da corpo ad un pensiero, rende il concetto tangibile, “toccabile”. La differenza è quella tra sentir descrivere un pasticciotto ed assaggiarlo. Mangiato è molto più buono che pensato :-).
Andrea

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