Archivio per agosto 2014

” L’uomo piu’ ricco è quello che può portare tutto con sé.”   Leave a comment

Fiorenzo è passato davanti alla nostra tendina, una mattina presto, a Santa Cesarea.
Ci eravamo appena alzati, di ottimo umore; e come potrebbe essere altrimenti, con un panorama così mozzafiato che ti accoglie appena apri gli occhi?
Stavamo studiando, come lui, un modo per scendre al mare e fare il  bagno.

Eravamo insieme a lui dentro tutto questo Bello.

Lui aveva voglia di chiaccherare e così si è messo a raccontare; e noi ad ascoltare.

La crisi che si respira nell’aria, sconcerta.
“Una volta non era così, ho cominciato presto a lavorare, avevo degli obiettivi.  Noi volevamo cambiare il mondo, ci credevamo.
A me spiace per i giovani, che non hanno prospettive, non sanno dove
guardare”.

È di Caserta, Fiorenzo, e ha vissuto dalle parti di Novara per un periodo. Del nord, ricorda l’apertura e l’organizzazione.
Ricorda un grande gruppo di famiglie che aveva preso uno spazio in uso  e lo gestiva.  Ricorda weekend e feste con tanti bambini e la serenità di “poter ballare con la moglie di un altro, senza malizia.”
Fiorenzo sembra aver tenuto l’anima del sud, integrando un po’ dell’organizzazione del nord.
Ha comprato una cascina dalle parti di Caserta, con l’idea di dare un futuro ai suoi figli. Bed and Breakfast, terra da coltivare. E qualcosa di ‘sociale’ per il figlio da poco laureato in psicologia.
Raccontiamo la nostra avventura girovaga, ci scambiamo i contatti e alla fine della chiacchierata conviene con Andrea che ” qualcosa sta cambiando” .
Aveva iniziato con le preoccupazioni per il futuro dei figli.
La percezione sembra essersi modificata nel giro di un quarto d’ora.

E’ successo in questo tempo piccolo, può succedere ancora.

Ci saluta sorridendo: ” L’uomo più ricco è quello che può portare tutto con sé”.

Paola

Puro come un giglio…   Leave a comment

2014-08-25 09.44.19

È fantastico! Mi sto liberando dalla schiavitù dei saponi e degli shampoo. Ormai sono giorni e giorni che la mia pelle non tocca acqua dolce, il mare è più che sufficiente. Praticamente mi sto essiccando, non so se avrò mai più bisogno di una doccia…
Andrea

La vendetta del Grand Hotel Terminal   Leave a comment

2014-08-24 08.08.36

venite che vi offro da mangiare   Leave a comment

“E nei panni di chi mi devo mettere, nei suoi?”
“No, è che…”
“Ognuno ha la vita che si sceglie, la crisi non esiste. Io ho cominciato a seguire mio padre a otto anni, e seminavo i piselli con una mano, e mettevo il letame con l’altra, ma l’acqua era un lusso, mica ci si poteva lavare le mani, neanche prima di mangiare…
Nella vita si può fare quello che si vuole, ma bisogna imparare a sopportarne le conseguenze, senza piangere.”Ascolto questo signore sulla settantina e penso che dobbiamo sembrargli un po’ ingenui  un po’ pretenziosi, visto quello che ha passato lui.
Ascolto anche la sua voglia di essere ascoltato, un po’ per cortesia, mentre Andrea continua a declamare Dante.
Penso che senza amplificazione è proprio dura, dovrei andare a dargli una mano…  dopo un po’ smette, ha finito il XXVI canto, quello di Ulisse. Ha bisogno di bere e viene li’ ad ascoltare anche lui.
Il signore continua, riprende. Vuole che la sua saggezza venga ascoltata, ma a me sembra che invece lui non ascolti nulla.
Avro’ detto una cinquantina di parole per provare a spiegargli cosa facciamo, e lui va avanti da un quarto d’ora.
A un tratto conclude dicendo: “Venite che vi offro da mangiare.”
“Io continuo a leggere, vai tu” – mi dice Andrea -.
Il signore mi porta in una rosticceria, “prendi quello che vuoi, da mangiare e da bere”. Prendero’ due focacce farcite e due bottigliette d’acqua.E io che pensavo non avesse ascoltato!
Chissà, sarà stata l’immediatezza del bisogno ad essere riconosciuta?
Certo è che la lezione sull’ascolto stasera me l’ha data lui.

Paola

Grand Hotel AOS   Leave a comment

2014-08-23 08.12.10

festa paesana di San Cataldo   Leave a comment

Con Daniela ed Elisa ci siamo incontrati nella notte,  alla festa paesana di San Cataldo, dopo aver mangiato la pizza ed aver bevuto un po’ dell’acqua donateci dal prete di Lecce, acqua che abbiamo razionato per alcuni giorni a venire. Mentre lasciamo la piazza e rifletto su questo gesto, a mio parere esemplarmente cristiano, Paola chiede a una coppia, madre e figlia, dove sia il vecchio campeggio/ostello di San Cataldo. “Vi accompagnamo” dice Elisa, la madre, con una voce fiabesca, bianca e morbida come una nuvola primaverile. “Mi avete salvata”  aggiunge più pragmaticamente sorridendo Daniela, la figlia, mentre evaporano le ultime note di una partecipata mazurca, a quanto pare molto apprezzata dai locali.
Arrivati davanti all’ostello comunale, un luogo dimenticato ormai dagli uomini, abbiamo provato a legger loro qualcosa, sfidando, nell’ordine, la tramontana, l’illuminazione poco illuminante, la passeggiata lungomare deserta, e anche la cassa acustica, la cui batteria non da segni du vita.
Alla fine, probabilmente mosse a pietà, ci offrono di tenere la cassa a casa loro, per vedere se possa comunque esser ricaricata.
La batteria non darà più segni di vita, ma il giorno a seguire, finiremo col passarlo ospiti di madre e figlia dalla mattina fino al tardo pomeriggio, riscoprendo, un passo dopo l’altro, qualcosa di intimo ma condiviso, ascoltandoci nelle comuni difficoltà di voler esprimere qualcosa di creativo, personale ed etico, cercando di non adottare il successo economico come metro unico della propria realizzazione. Scopriremo di essere tutti artisti, in modo diversi, e di cercare tutti una via per esprimere la propria bellezza, facendo si che allo stesso tempo il mondo diventi più bello.
Forse dovrei tornare a trovare la parte razionale, andata in vacanza anche lei, si vede. Potrebbe salvarmi da pensieri assurdi, tipo: “È una fortuna la rottura della cassa, se permette di incontrare altri simili ‘in cerca’”. O ancora peggio “buoni e puri sono silenziosamente ovunque nel mondo, ed è proprio un piacere incontrarli.”

Andrea

Azzurro mare cielo   Leave a comment

Quest’anno faccio fatica a scrivere.
Non trovo le parole, mi sembrano tutte banali. Tutto telefonato.
Azzurro mare cielo occhi che sorridono
incontri stupore meraviglia sapore di sale accoglienza.
Senso di libertà, di possibilità.
Buona strada! 🙂

Paola