Archivio per luglio 2013

Perché in strada? 2   2 comments

Per comunicare.

E’ bello interagire con sconosciuti con lo scopo dichiarato di comunicare.

E’ bello “intercomunicare”, reciprocamente.

Non che normalmente non ci provi, pure spesso direi. Ma spesso non è lo scopo principale, e questo fa si che non sia facile “esser presente” ai significati altrui quando il mio pensiero e’ , per esempio,  di correre e fare in fretta.

E poi ci sono le maschere. Una vera collezione, tra cui scegliere quella adatta all’occasione, quella più “opportuna”.

Se l’occasione fa l’uomo ladro, intessere una relazione breve (per forza di cose), può aiutare.

Se la fretta è nemica della qualità, avere il tempo completamente dedicato allo scambio di idee ed empatie, può aiutare.

In strada, davanti a sconosciuti, sarò una frazione di me piccola nel tempo, ma proprio perchè senza conseguenze non immediate, priva del bisogno di maschere soffocanti, del bisogno di dolorose convenzioni protettive e costrittive, di frette distraenti.

Forse solo nella brevità e nell’attenzione di un istante focalizzato, può emergere un cristallo di verità.

Ed un cristallo di verità può durare più di una vita.

Grotowski (su “mettiti nei suoi panni” :-P)   Leave a comment

“Non è il teatro che è necessario, ma assolutamente qualcos’altro. Superare le frontiere tra me e te: arrivare ad incontrarti per non perderti più tra la folla, né tra le parole, né tra le dichiarazioni, né tra idee graziosamente precisate, rinunciare alla paura ed alla vergogna alle quali mi costringono i tuoi occhi appena gli sono accessibile “tutto intiero”. Non nascondermi più, essere quello che sono. Almeno qualche minuto, dieci minuti, venti minuti, un’ora. Trovare un luogo dove tale essere in comune sia possibile…”

J. Grotowski

Perchè in strada? 1   Leave a comment

Ho tanti motivi per “mettermi nei suoi panni”, per scegliere di rinunciare alle mie comodità, per “scegliere” di non mangiare, forse, per qualche giorno. Alcuni non sono altruistici.

Uno è avere modo di vedere meglio attraverso me stesso.

La mia mente mi inganna, di continuo. Veste, continuamente, di plausibile e accettabile tanto miei desideri egoistici quanto frutti della mia rabbia. E combina i travestimenti con fantasia, rendendoli sempre nuovi, abbacinanti.

Oppure mi lusinga, facendomi apparire buono e bello a me stesso, perchè penso pensieri “nobili”. In realtà, non ho misura oggettiva di quanto io creda realmente nelle cose che dico esser gli ideali cui mi ispiro.

“Se intendi farti un amico, mettilo alla prova; e non fidarti subito di lui. C’è infatti chi è amico quando gli fa comodo, ma non resiste nel giorno della tua sventura.” (Siracide)

Vorrei cercare di capire quanto io sia amico dei miei ideali.

Sh.

E’ PARTITO METTITI NEI SUOI PANNI 2013!   Leave a comment

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