Archivio per agosto 2012

…ma com’è finita ?   1 comment

…non è finita… 😉

siamo tornati, questo sì.

Per dovere di cronaca, dirò che ci siamo salutati sabato mattina a Sirolo e ci siamo divisi, Francesca  e Aurora con Jury, io e Shock in autostop.

Da parte mia, posso dire che noi due siamo arrivati a Torino alle 13 di domenica mattina, otto passaggi e un treno, in tempo per una doccia, un po’ di cibo e di sonno (poco, poco davvero) perchè alle 17.00 a Moncalieri ci aspettavano le prove del Cerchio di Gesso del Caucaso.

(Se interessati, info nella sezione Prossimi Appuntamenti, e l’usuale cena post-spettacolo, sara’ occasione anche di parlare del nostro “esperimento”… insomma, se  venite a mangiare con noi dopo il Cerchio di Gesso, descriveremo volentieri i particolari e discuteremo di cosa pensiamo di aver “scoperto”.)

Appena dopo mercoledì, scriveremo i dettagli sulla fine della storia, e sulle riflessioni di chiusura dell’avventura. PAOLA

E si torna a casa ………..

Stamattina ho Salutato Andrea e Paola e sono partita con Aurora e Jury (che gentilmente ci ha dato un passaggio): destinazione Torino.

In macchina si è parlato di tutto, dalla musica a quello che per noi è stata questa esperienza, o meglio loro hanno parlato, io ascoltavo la musica e vagavo con la mente ai giorni passati . Quanti ricordi si sono installati nella mente durante il viaggio e quelle musiche molte volte erano una perfetta colonna sonora a tutto ciò. Una triste malinconia mi accompagnava mentre con lo sguardo guardavo il mutarsi dei vari paesaggi…………Aurora gioiva quando cambiavamo regione, a me veniva solo da piangere perché man mano che ci avvicinavamo alla meta sapevo di dover tornare nel vecchio “ mondo “, alla vita reale . Prima della partenza Andrea ha diviso i soldi guadagnati tra tutti e quattro , circa 4 euro a testa. Sapevo che con quei soldi sarei dovuta tornare a casa, era una promessa che avevo fatto ad Andrea e a me stessa e poi non avrei mai potuto tradire il principio con cui siamo partiti (vivere di ciò che avremmo guadagnato )………..quando ci siamo fermati alla prima area di servizio ho preso una specie di fagottino di mela (era quello che costava meno) ………beh quel fagottino fu la colazione, il pranzo e la cena. Alla seconda area di servizio mi sono limitata a riempire la bottiglia di acqua…………odiavo tutti quelli che mi passavano vicino con la pizza fumante, l’avrei mangiata seduta stante ma non volevo, non potevo. Il viaggio è stato lungo e abbiamo trovato parecchia coda , ma sinceramente non mi dispiaceva , anzi più si allungava meglio era . Eccoci arrivati a porta Nuova ( ore 21.00 circa ), saluto Juri e Aurora . “Dunque vediamo…………in tasca mi sono rimasti ancora 1.90 euro . Il biglietto dell’autobus viene meno di quello del treno…………..ok vada per l’autobus“. Chiedo alla gente dove posso trovare un tabaccaio per il biglietto, un ragazzo mi indica un negozio dentro la stazione …………..1.20 euro e il biglietto è mio. Mentre aspetto l’autobus ( per la cronaca il 67 che ferma a Moncalieri ) comincia a diluviare e il tettuccio che c’è alla fermata non serve a molto visto che piove controvento. Vicino a me c’è un signore , iniziamo a parlare: lui viene da Roma e riparte domani……….pensare che deve solo attraversare la strada ma piove troppo e ha deciso di aspettare che smetta. Finalmente la pioggia cessa un pochino e lui può andare per la sua strada ( presumo in albergo ).L’autobus sembra non voler passare oggi, è un’eternità che aspetto……….finalmente arriva . Eccomi qui seduta sull’autobus con la tristezza che cresce : “ No , non posso piangere , non qui davanti a tutti “. La gente sale e scende, nessuno ha voglia di parlare . Arrivo al capolinea ma non è Moncalieri………..chiedo all’autista …………..”ecco ho sbagliato autobus , o meglio dovevo prendere quello nella direzione opposto. Va beh scendo e aspetto “. C’è un ragazzo , giovane , che aspetta con me ma non ha voglia di parlare . Eccolo ………arriva . E’ quasi vuoto, solo io e questo ragazzo………..io scendo prima. “Eccoci a Moncalieri e ora ? Beh soldi per il taxi o l’autobus non ne ho, che fare ? La strada da qua a casa la ricordo, l’unica è andare a piedi anche perché l’autostop di notte non è il massimo . Bene, andiamo .Certo che la strada è lunga, soprattutto alle 9.30 di sera e orientarsi non è facile , menomale che ho dei punti di riferimento “. Ho sete ma l’acqua l’ho dimenticata da qualche parte alla fermata dell’autobus. Cammino ancora un po’, un passo alla volta. Le storie di Rodari mi fanno compagnia , me le racconto da sola a voce alta ( tanto non c’è nessuno )……….”non ho voglia di tornare a casa , alla solita vita ma devo…………devo tornare “. Sulla mia strada una ragazza seduta sul marciapiede dal lato opposto aspetta qualcuno, la saluto e proseguo. Sono stanca morta e avessi l’acqua probabilmente dormirei qui, ma senza non me la sento anche perché ho una sete allucinante e non vi sono fontane. Una macchina con 2 ragazze mi chiede indicazioni ma non so rispondere……..non riesco più a capire dove sono. Chiedo informazioni ad un signore in bici, mi dice che c’è ancora molta strada ma non fa niente devo proseguire. Dopo un po’ un signore si ferma spontaneamente e mi chiede se voglio un passaggio………….sono le 23.00 circa e la zone è quella di Nichelino……..ho paura di accettare, ma sono stanca e assetata………..la ragione dice no, l’istinto si a chi dare retta ? “Ok mi sembra affidabile accettiamo “. Il signore è un nottambulo , così si definisce, ha una birreria a Torino . E’ simpaticamente logorroico . Arrivo a Candiolo alle 23.30 circa , ci salutiamo. “Sono di nuovo qui , sono tornata al mio vecchio modo e ora a casa………..controvoglia ma a a casa.” Eccomi , telefono ai miei dicendole che sono a pochi metri e di mettere solo una bottiglia di acqua sul tavolo……….suono. “ Mi aspettavo che i miei mi accogliessero con più gioia, il cane mi ha fatto più feste………..comunque va bene così non importa sono troppo stanca per parlare………e poi non ne ho neanche voglia “ . E’ Strano dormire in un letto vero senza la compagnia di Aurora , Paola e Andrea………..è stato duro ma adesso che sono a casa e tutto è finito vorrei tornare indietro e rifare tutto. FRANCESCA

Pubblicato agosto 27, 2012 da attioscene in METTITI NEI SUOI PANNI 2012

24 Agosto 2012   1 comment

Come fai… come fai a raccogliere tutti i pezzi di questa magmatica esplosione di sensazioni, emozioni, pensieri… quand’ero in India c’era più tempo… eppure non é vero neanche questo, cioè in generale si ma forse la differenza te la dà proprio la strada.

È la vulnerabilità che deriva dal non avere un rifugio, un posto, un contenitore dove raccogliere tutti i ‘souvenir’. Sei troppo dentro quello che stai vivendo per descriverlo, non c’e’ l’autoscatto per descrivere, se fotografi devi star fuori dalla scena, e qui non e’ possibile.

Ci sarà un tempo per questo, per sistematizzare, riordinare, ecc ecc. Adesso posso solo fare un elenco confuso:

Shock in acqua fino alla vita immobile, sguardo assorto – ma quanto ci mette a entrare in acqua? – riflette – … e si ride…

La faccia stravolta di Francesca che gronda mentre risaliamo al paese di Sirolo dalla spiaggia -“Fra, tutto bene? Sei stanca? Stai morendo?”  “Per adesso va bene così’.”  In effetti, finché respira…

Aurora disperata perché lunica bambina che si é fatta truccare in tutto il giorno è scoppiata in un pianto dirotto appena le ha dato lo specchio…

Aurora felice e indaffarata perché in tutta la sera non ha fatto altro che truccare bambini…

La sensazione calda Fabio (4 anni) che mi si addormenta in braccio mentre leggo fiabe troppo difficili per lui, ma le sceglie dal libro di Rodari e vuole che arrivi in fondo assolutamente…

La vocetta del bimbo che mi comanda come pupazzo e dice Su-giù, su – giù, sempre più velocemente fino a scaricarmi le batterie e ride… ride, ride…

A Sirolo c’e’ una piazza: si impara che nelle piazze la gente sta, sul lungomare passa. E questo per noi fa tutta la differenza del mondo.

Francesca ha l’aria triste. “Che c’è Fra?” “E’ che oggi è l’ultimo giorno…” “Come l’ultimo giorno?”.

Paola

Ultimo giorno di avventura.  

Mentre il sole brilla in cielo e si muore dal caldo i pensieri vanno a tutti i momenti trascorsi insieme, alle persone conosciute, a tutti i grazie ricevuti e l’unica cosa che vorrei è che la settimana non finisse , è folle ma vorrei non dovere tornare alla mia vita di prima. 

Ci sono stati giorni in cui la fame era meno forte , altri in cui faticavo a reggermi in piedi e connettere ma grazie al sostegno degli altri compagni di viaggio andavo avanti. 

Ricordo le notti passate in tenda ( a volte ci si addormentava subito altre prima di dormire ci si raccontava storie e cazzate varie ), le camminate sotto il sole con zaino in spalla, faceva un caldo boia e avresti voluto scappare o fermarti fregandotene degli altri ( Andrea, Paola, Aurora ) ma sapevi che non avresti mai potuto farlo perché la catena che ci ha unito ( e tutt’ora ci unisce ) era troppo forte per essere rotta e un passo alla volta andavi avanti. I momenti bui in questi giorni non duravano che un attimo perché bastava un sorriso , uno sguardo amico e tutto tornava bello . E’ strano ma non ho mai avuto voglia ( nemmeno oggi ) di sentire  casa , di ritornare alla mio “ vecchio “ mondo dove tutto è dato e gira attorno alle lancette d’un orologio. 

Qui il tempo e più dilatato , spesso non sai che ora è, neanche ti interessa saperlo . Non c’è orario di cena o pranzo , di andata a letto ……uno mangia e dorme quando ne ha voglia ( o quando può ).

Tutto è così semplice e bello che sembra di vivere in un altro mondo ( e forse è proprio così ) . Potessi avere poteri magici riavvolgerei il tempo ma purtroppo è impossibile. Porterò con me però tanti ricordi come quello dell’anziana signora che ripeteva sempre la stessa cosa e che quando mi ha rincontrato il giorno dopo mi ha abbracciato stretta stretta, come quello della signora incontrata in treno ( nel viaggio da Modena ad Ancona ) che non ha detto nulla ma aveva degli occhi bellissimi e malinconici che nascondevano chissà quali storie . Di Paola con la quale per capirci non servivano neanche più le parole ma bastava uno sguardo, che riusciva a ricordarmi che comunque andava prima o poi tutto si sarebbe risolto . Il calore di un gruppo in cui ci si aiutava e supportava a vicenda in ogni occasione, che ti dava energia e forza anche quando non riuscivi ad averne. Ricordi di una vita meravigliosamente viva . FRANCESCA

Pubblicato agosto 25, 2012 da attioscene in METTITI NEI SUOI PANNI 2012

23 Agosto 2012   1 comment

Sensazioni sparse: due giorni possono bastare per cambiare priorita, rendere tangibile il tempo, tangibile come l’ assenza di un piatto caldo. Le necessità primarie assumono importanza, riempono lo spazio della mente, cambiano la forma del mondo. La consapevolezza della dignità delle proprie motivazioni diventa necessaria, lungo una strada in salita o di fronte ad un interlocutore diffidente. L’ abbraccio di una piccola bimba, la stretta di mano di una persona come te, sono la luce che permette di leggere il senso dello scorrere del tempo.

 SHOCK

Pubblicato agosto 23, 2012 da attioscene in METTITI NEI SUOI PANNI 2012

22 Agosto 2012   1 comment

Jury ha ragione. Il tempo libero è un lusso, per i senza fissa dimora. Gli orari dei dormitori, della mensa dei poveri,degli assistenti sociali della Caritas…

Per noi è la pro loco di Porto Recanati per ricaricare il cellulare, gli orari in cui i bambini sono in spiaggia se vuoi proporre delle fiabe… e quelle in cui la gente mangia, se vuoi proporre qualcosa a un ristorante, o quelli in cui NON mangiano se devi parlare col gestore…
E gli orari dei negozi, che se fai qualche soldo la sera sul lungomare, e finisci dopo mezzanotte, a quel punto i soldi li hai, ma i negozi sono chiusi, e allora per comprare il cibo si aspetta domani. E la mancanza di cibo toglie davvero energia. E lucidità. Altro che pigrizia. Impari per forza a muoverti a ‘ basso consumo’.
E poi ti accadono strane cose, tipo guardare il vaso ornamentale della Proloco e vederci le caramelline colorate dei ristoranti indiani, o un pezzo di plastica gialla in un parco ti pare uno spicchio di limone che peccato buttarlo via!

Ora, mentre sto scrivendo, sono in spiaggia, `nell’unica ombra che c’e’ tra qui e il Conero`,per citare Juri.
Infatti è riparo dei venditori della spiaggia, che ci sorridono con,simpatia e dividono con,noi l’ombra preziosa .

Ma forse devo raccontare i fatti. E i fatti sono che dopo i 30 euro felicemente raccolti  il primo giorno in autostop,  la sera dopo (lunedì)ne abbiamo fatti 25… e li abbiamo finiti martedì mattina pagando il campeggio. Così in tutto il giorno un po di mandorle e zenzero e una panottella in quattro. Già, quattro perche Juri fa da osservatore, e quindi lui può comprarsi da mangiare .
E dice che ci stanno succedendo cose di,cui non ci rendiamo conto. Prende un sacco di appunti, poi  scriverà un diario, che pubblicheremo.
Per esempio, anche qui parlo  di soldi e di cibo, prevalentemente. È che quando ne hai poco, diventa la cosa più importante.

E la gente? La gente, che dice?

Incontri interessanti bene abbiamo fatti tanti, anche se tanti genitori trascinano via i bambini, alcuni si fermano.

Certo, abbiamo tutto da imparare.
Proponiamo letture, Aurora trucca i bimbi, Shock propone anche i suoi famosi massaggi, teatralizzati. E poi una cosa che pare funzionare abbastanza e il “pupazzo” . Che sarei io. Aurora mi trucca, io mi siedo immobile per terra e poi Shock comincia a darmi degli impulsi per muovermi. Poi,quando s i avvicina qualche bambino agli chiede se vuole provare lui. Alcuni hanno paura. Con due siamo diventati amici, sono tornati con la mamma anche la seconda sera.

Ieri ab biamo fatto circa dieci Euro, focaccia per tutti e oggi pesche, carote, pane e fette biscottate!

Mi piace fare il pupazzo. Perché sto con gli occhi chiusi, finché qualcuno non mi da il comando “apri gli occhi”, e capita molto di rado. Mi piace perché sto un po’ nel mio mondo e soprattutto perché a occhi chiusi sento tutto molto di più. Io come pupazzo funziono a comando vocale o manuale, per i bambini sembra più facile quello vocale, però a me piace di più quello manuale, perché sento l’altro… e ieri c’era una bimba di sei anni con delle manine delicatissime… che bello!

Ieri notte abbiamo dormito in spiaggia, con la possibilità di utilizzare i bagni del campeggio perché siamo diventati amici del gestore, che ci da una mano come può.

Aggiornamenti al più presto possibile :-)… adesso bisogna andare “a procurarsi il pane quotidiano”.

Domani verrà a trovarci Anna Maria, conosciuta a un seminario di Beppe Rosso.

Chi vivrà vedrà!  …magari porta qualcosa da mangiare…

PAOLA

Un altro giorno è passato. 

A volte è difficile persino connettere e concentrarsi ma nessuno sembra volersi arrendere. Siamo riusciti a barattare un po’ di frutta ( 2 pere e un po’ di prugne ); tutto è più buono e gustoso se lo devi guadagnare . 

A nostro sostegno ancora delle mandorle e dello zenzero caramellato che diventano incredibilmente preziose. Quando passo davanti ai ristoranti sono come un cane da tartufo , annuso ogni singolo aroma come fosse reale cibo da gustare .

La piazza è vuota ………..che fare ……….l’unica è buttarsi a leggere qualcosa. Qualcuno finalmente si ferma ad ascoltare, sono 2 persone anziane. Iniziamo. Una delle 2 signore è interessata e iniziamo a interagire, sembra aver problemi di memoria  ( probabilmente vista l’età è l’inizio dell’Alzheimer ) perché ripete le medesime cose cento volte ma non importa . E’ bello dialogare con lei , ascoltare le sue storie da maestra e capire che è felice che finalmente qualcuno la consideri ancora e le parli . Mi chiama vicino a lei, allora mi siedo sulla panca e lei inizia ad accarezzarmi la testa e abbracciarmi…………..non ho parole per dire cosa si prova……………basta poco per regalare un po’ di gioia e quello che ricevi in cambio vale cento volte di più del denaro , anche quando hai fame . Comunque ho scoperto che per attenuare il desiderio di cibo si può sempre bere, il liquido ingerito riempie un po’ lo stomaco e almeno per qualche tempo la fame sembra lenirsi.

Oggi la gente sembra proprio non aver voglia di ascoltare, si fermano un po’ e poi scappano; alcuni inoltre ti guardano proprio male: alcune persone non riescono proprio a staccarsi dai loro guai, peccato, a volte bisognerebbe cercare di sorridere anche in faccia ai problemi , facendolo essi sembrano meno gravi di quel che sono …………..bisognerebbe insegnare alle persone l’importanza e la forza che può darti un sorriso.

La giornata è quasi finita , lo stomaco è vuoto e le energie cominciano a mancare . Fortunatamente compaiono 3 bambini e la loro mamma  conosciuti il giorno prima , così possiamo giocare un po’ e ………arriva anche la pappa …………..un po’ di pizza condivisa che ci risolleva prima di nanna . Troviamo una spiaggia libera per accamparci, vicino al campeggio in cui ho dormito la sera prima e in compagnia delle stelle ciascuno si riposa dalle fatiche quotidiane .

FRANCESCA

Pubblicato agosto 23, 2012 da attioscene in METTITI NEI SUOI PANNI 2012

20 Agosto 2012   1 comment

Un’osservazione da… osservatore. Pagandosi il viaggio e usando la propria auto…
Puoi perderti sulle strade provinciali padane, ritrovarti alla periferia di Pechino; puoi riempirti gli occhi con un’infinito Tour di capannoni industriali; rriflettere su quanto ormai la pianura padana sia poco pianura, ma padana in modo preoccupante… ma alla fine non farai nessun incontro e il viaggio sarà un lento scorrere di pensieri più o meno belli. Insomma, arrivati sulla spiaggia, un po’ l’ho invidiata

JURI DI MOLFETTA

Pubblicato agosto 21, 2012 da attioscene in METTITI NEI SUOI PANNI 2012

19 Agosto 2012   Leave a comment


… un grazie di cuore a tutti quelli che mi hanno dato un passaggio!Tre macchine fino a porto Recanati da Torino. Incontri interessanti, sorrisi…
Il bello di incontrare persone è trovare ogni volta un modo diverso di comunicare, cogliere sfumature, argomenti diversi con persone diverse… e l’accoglienza!?
bibite fresche! E addirittura un contributo totale di trenta euro che mi ha permesso un piatto di spaghetti alle vongole per cena, una notte in campeggio, e pranzo e cena di oggi! Fantastico.
Fantastico anche arrivare qui prima di Juri… si, perché quello che non ho detto è che ieri mattina la voglia di autostop era troppo forte… e cosi io e Francesca ci siamo fatte lasciare in autostrada all’area di servizio di Villanova D’Asti (direzione sud).
Dopo due ore di attesa abbiamo trovato un passaggio per uno fin quasi a Bologna. È andata Francesca, e da qui in poi la sua storia la racconterà lei.
Io ho poi incontrato Juri in un’area successiva, poco prima di Imola e poi… l’ho aspettato in spiaggia a Porto Recanati dove abbiamo fatto il primo bagno.
Stamattina sono arrivati, in sequenza, Andrea Shock e Aurora. SIAMO PRONTI PER COMINCIARE!PAOLA

La storia di Francesca…
…e così sono arrivata alla stazione Modena sud. Con una famiglia romana in una specie di forno con le ruote, un bambino che dormiva dietro ( o era svenuto?) e due simpatiche logorroiche assolutamente incomprensibili per via dell’accento romano.
Sola in compagnia di te stessa, legata agli altri dal filo invisibile delle telefonate con Paola. In un posto che non conosci e con gente mai vista prima, l’unico pensiero e’ andare avanti in qualche modo: un passo alla volta e con mete non troppo lontane.
E mentre attorno  la gente continua la sua vita, tu, sotto un sole cocente, vedi le macchine sfilarti davanti veloci e speri solo che qualcuno si fermi e ti porti un po’ piu’ in la’.
Ma nessuno si ferma, nessuno si fida.
All’improvviso un ragazzo viene verso di te, e con infinita gentilezza ti offre un passaggio : la stazione ferroviaria di Modena. Qualunque destinazione sarebbe stata meglio dell’area di servizio.
Da lì inizia un’altra avventura fatta di storie, persone e volti che anche se non hai mai conosciuto, ti rimarranno impressi per sempre.
Stazione di Modena: nessun treno fino a domattina alle 6.00. Inizia a far buio. 
Contro ogni buon senso ricominci a cercare un passaggio per Ancona, ma nessuno te lo dà. Solo tre ragazzi dall’aria inaffidabile ti offrono un posto a casa loro..
Cammini senza una meta precisa, sperando di trovare un posto per passare la notte che non costi nulla.
Davanti a te un prato. Sarà quello il tuo albergo, cuscini di stracci e materasso d’erba. Le ore passano lente, più lente del normale. I pochi ancora svegli passano, ti guardano con aria tra disgusto e pietà e tirano avanti.

Arrivano le sei e trenta, la città si rianima ma tu sei sola e non hai nulla, tranne una voce amica che che riesce ad asciugare le tue lacrime anche a distanza. Cammini sperando di incontrare qualcuno anche solo per due chiacchere.

Non vorresti, ma alla fine prendi un treno per Porto Recanati. All`arrivo devi muoverti: camminare e cercare ancora una volta, sotto il sole e lo zaino, quand’ecco che qualcuno grida il tuo nome. In quel momento non sei neanche certa di ciò che hai sentito, ma finalmente arriva l’abbraccio di cui avevi bisogno, come un lampo nel cielo sereno. Non sei più sola. Ora qualcuno cammina con te, e la strada appare un po’ meno ripida.FRANCESCA

Pubblicato agosto 21, 2012 da attioscene in METTITI NEI SUOI PANNI 2012